Dal Blog

Abbiamo appena aggiunto la categoria "Blockchain" sotto "Tecnologia" per permettere il pos... Continua »
Per commentare la notizia registrati o accedi con il tuo utente.
  1. Invia questa notizia a un tuo amico
    http://izic.it/iKnR
  2. Zic da: 2 utenti registrati e 2 anonimi
    Indice di Popolarità: 2
    Per vedere il dettaglio dei voti registrati o accedi con il tuo utente.
  3. italiabella
    06 Dic 18 @ 22:14  permalink
    Il progetto di Steve Bannon sembra essersi arenato, quello che avrebbe dovuto riunire i populisti di tutto l’Occidente sotto l’egida di una vera e propria internazionale. Lo stesso non si può dire per la sinistra sovranista, che ha da poco costituito un macro-gruppo deputato a coordinare l’azione politica di tante, distinte formazioni.

    Le ultime tornate elettorali hanno certificato l’esistenza di uno spazio occupabile dalle istanze socialisteggianti. Il Partito democratico statunitense ha sposato la linea di Bernie Sanders . Jean-Luc Mélenchon rappresenta sempre più una variabile impazzita per lo scenario politico francese. Il leader de La France Insoumise ha domandato, insieme a Marine Le Pen, le elezioni anticipate.

    Qualcuno, allo stato attuale delle cose, si sente di escludere che i consensi dei gillet gialli si declinino sul vertice del fronte progressista? Emmanuel Macron potrebbe essere stato solo una temporanea meteora. Poi c’è la Germania, dove i Verdi hanno conquistato uno spazio significativo. Nel caso si dovesse davvero votare di nuovo in Gran Bretagna, il vincitore in pectore, stando alle previsioni, sarebbe Jeremy Corbin.

    Riunire storie politiche e istanze così diversificate non è un compito facile, ma a sinistra hanno deciso di tentare. Il senatore del Vermont, il capo del Partito Laburista e Yanis Varoufakis guideranno i populisti in funzione delle elezioni per il Parlamento europeo di maggio e delle presidenziali americane del 2020. La discesa in campo è stata ufficializzata attorno aDiem25, che è invece stato fondato nel 2016.

    Il primo ad avanzare un’ipotesi di raggruppamento era stato l’esponente greco, che aveva parlato in tempi non sospetti di “guerra globale contro i lavoratori”. Aumento della spesa pubblica, assistenza sanitaria garantita a tutti, investimenti sull’istruzione e gestione keynesiana delle casse statali: questi sono i quattro capisaldi programmatici in grado di far andare d’accordo il triumvirato. Ma sullo sfondo di questa storia, c’è pure il presunto pericolo raffigurato dai cosiddetti sovranisti di destra.
  4. italiabella
    06 Dic 18 @ 22:14  permalink
    “Se questo processo non viene fermato – hanno dichiarato i fondatori del Diem25, riferendosi all’avanzata di Salvini, Le Pen, Trump e altri – , temiamo un ritorno agli anni Trenta. Questo è il motivo per cui ci siamo uniti nonostante le nostre diverse tradizioni politiche. L’Ue – hanno specificato – deve diventare un luogo di prosperità condivisa, pace e solidarietà per tutti gli europei. Dobbiamo agire rapidamente”. Sì perché l’altra grande questione attenzionata dalla neonata Internazionale progressista riguarda l’atteggiamento da tenere nei confronti dell’accoglienza dei migranti.

    È questo, a guardare bene, uno dei grandi distinguo che separa chi rivendica sovranità da destra da chi la pretende provenendo da sinistra. Per gli internazionalisti, la “linea dura” sulla gestione dei fenomeni migratori deve essere abbandonata in favore di una regolarizzazione coordinata del fenomeno. La polarizzazione degli scenari partitici sembra attecchire sempre di più, ma all’interno di una fase storica in cui gli elettori non disdegnano di cambiare continuamente idea, diventa difficile azzardare previsioni sulla riuscita di un progetto del genere.

    Vale la pena evidenziare che gli esordi di Diem25 hanno fatto registrare risultati ben al di sotto le aspettative. La creatura dell’ex ministro ellenico aveva incuriosito anche gli attivisti italiani, Almeno quelli orfani di una vera e propria sinistra. Tra questi, Lorenzo Marsili, che è pure il cofondatore della Ong European Alternatives. Ma la piattaforma transnazionale potrebbe contare sul supporto di appena 240 militanti. A discapito dei circa 7mila iscritti dichiarati, infatti, le votazioni per lo Statuto interno del Movimento non hanno coinvolto un numero maggiore di persone rispetto a quello citato.

    Prima di asserire che il progetto di Varoufakis, Sanders e Corbyn riuscirà a emergere elettoralmente, bisognerà vedere cosa ne pensano gli elettori.
  1.  
da 1 a 2 su 2
 

Le notizie pubblicate su ZicZac sono segnalate dagli utenti senza alcun controllo preventivo da parte della Redazione.
ZicZac non è responsabile in alcun modo dei commenti scritti dai singoli utenti, in quanto non viene eseguito alcun filtro preventivo alla loro pubblicazione.
Condizioni di utilizzo

2018 © SE