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  3. extrabyte
    23 Set 09 @ 14:06  permalink
    Guarda che la crendenza in Dio non c'entra nulla con l'appertenza ad una chiesa...

    p.s. appunto è un monologo: l'ateismo è molto simile al fondamentalismo religioso
  4. ZaX
    23 Set 09 @ 14:10  permalink
    si vede proprio che non hai letto il post.
    E odio chi dice che l'ateismo è simile al fondamentalismo religioso, visto che è l'ESATTO OPPOSTO.

    Ma sto a parlare con uno che non ha letto quello che scrivo, quindi la smetto di perdere tempo.
  5. stefania
    23 Set 09 @ 15:46  permalink
    @extrabyte, credere in dio è come credere a babbo natale, tutto si fonda su un libro scritto da dei caprai mediorentali che tra l'altro dipingono sto dio come un essere incazzoso e vendicativo.

    leggi Odifreddi e illuminati sul serio!!

    @Zax, i credenti sono come bambini, difficile sradicare loro una credenza che li aiuta a non porsi domande e a immunizzare il loro pensiero con il mistero della fede
  6. extrabyte
    23 Set 09 @ 17:04  permalink
    @Zax

    L'ateismo è una forma di fanatismo tale e quale al fondamentalismo religioso. L'ateo crede nel nulla, e porta avanti la sua credenza all'infinito. Proprio come fanno i fanatici.

    @stefania

    Libro? e chi ha parlato di libri? Il credere/non credere è un fatto personale. I libri non c'entrano nulla.

    A Odifreddi preferisco Kurt Gödel, uno dei più grandi logici matematici del secolo scorso (altro che Odifreddi). E guarda caso era credente. E di esempi di matematici credenti te ne posso fare a iosa, visto che il sottoscritto è un matematico...
  7. ZaX
    23 Set 09 @ 17:12  permalink
    @extrabyte

    L'ateo non CREDE nel nulla, sei di un'ignoranza abissale. Tu stesso sei ateo rispetto agli dei greci ed egiziani, che hanno esattamente la stessa probabilità di esistere del Dio cristiano.
    Io mantengo un atteggiamento oggettivo e ritiengo che tutte le fedi abbiano la stessa matrice “umana”.
    Questo fa di me un fondamentalista?

    Avere fede significa credere a qualcosa ciecamente, senza avere prove tangibili. Il fondamentalista spinge all'estremo questa fede, l'ateo fa l'esatto opposto, eliminandola.
  8. extrabyte
    23 Set 09 @ 17:46  permalink
    L'ateo CREDE nella non esistenza di un Ente superiore che secondo le religioni sarebbe il creatore dell'universo.

    Quindi già crede in qualcosa.

    È una fede, ne più e nè meno...

    Ed è solo un presuntuoso, in quanto pensa di avere la risposta a tutte le domande.
  9. dixxio
    23 Set 09 @ 18:06  permalink
    Il fedele crede, ma senza certezze! L'ateo non crede, ma con certezze...questa è la differenza!!
  10. extrabyte
    23 Set 09 @ 18:15  permalink
    e quali sarebbero le CERTEZZE dell'ateo?
  11. mark69
    23 Set 09 @ 18:49  permalink
    Visto quel che avete detto, credo che continuerò tranquillamente a credere :D
  12. ZaX
    23 Set 09 @ 22:35  permalink
    @extrabyte lo vuoi leggere o no quel ca$&o di post prima di commentarlo??

    Non avresti scritto che l'ateo è presuntuoso, perchè ripeto mille volte che l'ateo a certe domande risponde con modestia NON SO, perchè non possiamo sapere tutto!
    Al contrario il credente è egocentrico e supponente, perchè tutto quello che ignora lo deve spiegare con l'esistenza di una divinità e si mette al centro dell'universo.

    L'ateo poi non CREDE nella non esistenza di un Dio, ma lo capisce dai mille indizi che indicano chiaramente come la religione sia una creazione umana. Mille indizi che trovi nel post, potresti leggerlo. Poi ne riparliamo

    @mark69: nessuno vuol far cambiare idea ai credenti, però leggere e informarsi su chi la pensa diversamente è sempre istruttivo.
    Infatti io mi aspettavo qualche commento un po' più interessante di questi...
  13. extrabyte
    23 Set 09 @ 23:24  permalink
    Hai scritto:
    "ripeto mille volte che l'ateo a certe domande risponde con modestia NON SO, perchè non possiamo sapere tutto!"

    È una contraddizione in termini.

    Per definizione, l'ateo sa che Dio non esiste. E lo sa che non certezza. E questa è presunzione.
  14. mark69
    24 Set 09 @ 9:05  permalink
    Essendo arrivato quasi a 40 anni, di tempo per leggere, informarsi e conoscere chi pensa diversamente da me, ne ho avuto...
    Il Dio a cui penso io, comunque, non l'ho trovato nelle chiese o nel prossimo, ma nel razionale ragionamento interiore, girando sui monti, riflettendo sulla disperata nostra condizione di esseri senzienti, e quindi, esseri a tempo determinato...
    Essri divini, eppure spacciati in partenza; laddove il razionale ragionamento mi portava, infine, trovavo sempre una desolante solitudine, un freddo disumano e la paura del "non esser" più che tutto annulla, che tutto svuota...
    Dio è stata la risposta che IO mi sono dato da solo, e l'ho trovato dentro di me quando ho smesso di sentire il prossimo; è una idea MIA e mia soltanto, impossibile da spiegare bene...
    Quando trovi qualcosa così, non puoi più perderlo, anche se non capisco neanch'io bene, com'è fatta la mia fede.
    Rispetto il pensiero di tutti, meno quello di chi vuole imporre il proprio, e non parlo di te, ma in generale.
    Ho anche profonda e forse cristiana compassione, per chiunque si definisca ateo; così come con chi si definisce anarchico, perchè semplicemente sono concetti cui non rilascio alcun credito.
    Dentro di noi sussistono infiniti pensieri, idee, sentimenti.
    Le uniche certezze mie sono sul fatto che siamo esseri sociali, che da soli non siamo nulla, e in questa solitudine ipotetica, ci metto anche l'assenza totale di fede.
    Perchè esistiamo, perchè siamo qui a ragionare, dammi una risposta che non abbia al suo interno Dio, padre onnipotente; ti prego, rispondimi, perchè io, a oggi, ancora non ci riesco. Dio è il fattore senza il quale, tutte le mie equazioni decadono, insomma è il fattore che mi risolve tutti i problemi e senza il quale i conti non mi tornano mai.
    Rispetto ovviamente tutti, perchè infine, il più tardi possibile, tutti sapremo e vedremo...
  15. ZaX
    24 Set 09 @ 9:14  permalink
    @extrabyte

    Ottimo, almeno il titolo l'hai letto...
    Cmq scrivo che "Dio non esiste" per i mille motivi che poi spiego sotto, pur specificando "E’ ovvio che per definizione non si può provare l’esistenza o l’inesistenza di Dio".
    Resta il fatto che le alternative in gioco (Dio esiste, Dio non esiste) NON SONO UGUALMENTE ragionevoli, per lo stesso motivo per cui tutti noi non siamo agnostici ma atei in confronto alle divinità antiche. Siamo CERTI che gli Dei greci siano un’invenzione umana, anche senza averne delle prove schiaccianti e definitive, di cui non c’è assolutamente bisogno.
    Un ateo cerca di mantenere un atteggiamento oggettivo e ritiene che tutte le fedi abbiano la stessa matrice “umana”, non solo quelle "degli altri".

    @mark69, grazie per il tuo commento, lo apprezzo molto, è utile per una discussione costruttiva.
    Tu scrivi che "Dio è il fattore senza il quale tutte le mie equazioni decadono, insomma è il fattore che mi risolve tutti i problemi e senza il quale i conti non mi tornano mai."
    E' proprio quello che ho inteso dire nel mio post, cioè che l'uomo ha bisogno di un Dio per spiegarsi cose a cui non riusciamo da soli a dare una spiegazione. Che Dio dia un senso alla vita è ovvio, ma questo non lo rende "vero", lo rende semplicemente "utile".
    Sono felice che credere ti dia questa forza, nessuno ti chiede di cambiare, se stai bene in questo modo. Un ateo però non è "triste e solitario" come indichi tu nel commento, è semplicemente una persona con una diversa mentalità, con meno certezze ma felice di affrontare questa vita in cui si è ritrovato non si sa bene come ma che riesce a vivere con piacere e pienezza senza postulare l'esistenza di alcuna divinità.
    Ciao!
  16. mark69
    24 Set 09 @ 10:56  permalink
    Ciò che riteniamo sia vero, ha le medesime conseguente, nel nostro sentire e agire, di ciò che vero è.
    Hai ragione, sulla diversità degli atei, forse mi sono spiegato male, quindi ti specifico che quell'idea riguarda ME. Se io, nel mio continuo discorrere interno sulla questione, cominciassi a tendere all'ateismo, semplicemente, morirei.
    E' questione mia, e riguarda solo me. Il senso a questa vita, senza quel "fattore X", io non sono ancora riuscito a trovarcelo. Si, ce non sono molti di significati, ma infine, io ho BISOGNO di Dio, ma non prenderla per una utilitaristica necessità, non è cinico stò bisogno, ma, e sempre per quanto mi riguarda, razionale, quasi cognitivo direi... Questo è il punto a cui sono arrivato dopo anni e anni di riflessioni; ora non ci penso più tutti i giorni, tengo un'atteggiamento umile verso il Padreterno, credo che non mi debba più interrogare da quando l'ho ritrovato... Posso vivere serenamente nei valori che mi avvicinano alla parte divina, da umano che sono. L'etica, la morale, la continua ricerca di essere GIUSTO in terra; questa è cosa divina per me, soprattutto quando tutto intorno a me corre senza freni, corre senza Dio...
  17. hanabi
    24 Set 09 @ 13:52  permalink
    Ciao a tutti, mi sono iscritto oggi è visto che il tema è stimolante mi intrometto condividendo con voi la mia visione e solo come tale la propongo.
    Da sempre il parlare di Dio si rivela un esercizio di stile che alla fine porta inevitabilmente a posizioni che rischiano di diventare inconciliabili. L'excursus storico che fa Zac delle religioni non fa una piega. Uomini definiscono Dio (paradosso) e sulla base di sommarie regole e dettami si ergono a Suoi intermediari. Risultato guerre, inquisizioni, lotte fratricide..... = RELIGIONI
    (strano poi che i messaggi dei loro storici rappresentanti siano di fratellanza e amore).
    Questo nodo penso sia fondamentale, il credo religioso è un qualcosa usato dagli uomini sugli uomini, la ricerca del “divino” la religiosità è un qualcosa che nasce dentro come notava marc69.
    Il fatto è che ce Lo descrivono sempre come un Enttità/Essere staccato, un faccione nascosto che sta su, guarda, giudica, dispone. Nella mia personale ricerca, credo che qualcosa ci sia, ed implicita nell’ordine delle cose, nell’universo (questo e altri possibili) e che soprattutto non sia da essi separata.
    L’alfa e l’omega dicevano, il Tao, il superamento della dicotomia tra essere e non essere, tanto è stato scritto insegnato e teorizzato. Oggi la fisica quantistica da risposte in modo nuovo a vecchie domande, la non località,l’entanglement la materia…..vuota.
    Boh, lungi da me dire che conosco la verità, ma concordo con marc69 nel dire che se ti fermi ad ascoltare (ascoltarti ?) senti poi che non sei poi così separato da tutte le cose e che c’è un Ordine con cui gli eventi accadono e dietro tutto questo senza forma ne definizioni c’è quello che potremmo chiamare Dio. Credo ci voglia un po’ di consapevolezza in più per capire; le potenzialità che esprimiamo sono bel al di sotto di quelle reali (alla fine usiamo in modo cosciente
    un 10% scarso del cervello) e questo fa molto comodo a chi gestisce tante cose…ops così vado in OT.
    Per chiudere (spero di non essere stato pesante) credo che la ricerca di Dio sia la ricerca dell’Origine passando da dentro e non da fuori. Il risultato non si sa ma la ricerca fatta liberi è sicuramente un viaggio interessante.
  18. extrabyte
    24 Set 09 @ 14:07  permalink
    Ma volte capire che il credere in un oggetto god-like NON C'ENTRA NULLA CON LE RELIGIONI??

    Ora mettiamoci in un piano logico/razionale.

    Se è impossibile dimostrare l'esistenza di un ente X, è altrettanto impossibile dimostrarne la non esistenza.

    Quindi è più razionale rimanere nel dubbio, invece di avere certezze ASSOLUTE, in un senso o nell'altro.

    Personalmente sono credente, ma questo è un "fatto mio", "privato", "extra-razionale", "non intellettuale" e che non c'entra nulla con i limiti della mia cultura personale , o perchè non ho letto Odifreddi (LOL)
  19. ZaX
    24 Set 09 @ 14:31  permalink
    Molto interessanti i commenti di hanabi e mark69.

    Come punto di partenza mi sembra che siamo tutti d'accordo che Chiesa e religioni sono una sovrastruttura creata dall'uomo sopra a Dio, e già partire da qui è un enorme passo avanti che non sento mai fare ai "normali" credenti, quindi la mia stima è alta nei vostri confronti, siete dei credenti con una vostra personalità e non succubi alle ideologie predeterminate dalla società, come invece è la maggioranza della popolazione (tra cui molti atei, ben inteso).

    Passiamo direttamente al problema di Dio, quest'entità indimostrabile che il credente "sente dentro" come parte di sè.
    Qui entriamo nel campo delle opinioni, ovviamente, ma per quanto mi riguarda io ritengo che questo "sentire dentro" sia un'inconscia risposta che l'uomo si dà a livello irrazionale, una cosa a cui "si vuole credere" perchè necessaria a stare meglio, ma non per questo reale. Il funzionamento della mente umana è lungi dall'essere compreso, i meccanismi che regolano queste cose sono complicatissimi e analizzati dalla psicologia, il credere in Dio si potrebbe considerare come un inconsapevole autodifesa del nostro inconscio.

    Dato che ogni persona ha la propria personalità, io sono più razionale rispetto a voi, probabilmente, e quando mi sento una parte nel tutto dell'universo la spiegazione che mi viene immediata è perchè effettivamente noi "siamo" una parte del tutto, siamo fatti di atomi identici al resto dell'universo, alla nostra morte questi andranno in altri elementi, forse saranno parte di un fiore o dell'acqua o in aria, o si sparpaglieranno nella galassia (ok, sto romanzando, ma ci siamo capiti).
    Quindi le minuscole parti che ci compongono sono effettivamente transitorie in noi, ma esistono da sempre nell'universo, e nell'universo resteranno.

    Per tornare a mark69, la continua ricerca di essere "giusto" su questa terra deve per forza passare attraverso un'etica o una morale assolute, "divine"?

    Per hanabi (a parte che non è vero che usiamo solo il 10% del cervello, vedi qui http://www.psichesoma.com/tu-usi-solo-il-10-del-tuo-cervello/ ):
    la ricerca dentro sè stessi è una cosa molto importante ma non deve per forza passare per una divinità. In occidente l'introspezione passa inevitabilmente per Dio per motivi strettamente culturali, ma ad Oriente la cosa cambia totalmente, vedi il Buddhismo, che non postula nessun Dio, ma necessita di un'intensa ricerca spirituale interiore per arrivare fino al Nirvana.
    Dio quindi rimane un retaggio culturale che ci portiamo appresso a causa degli insegnamenti del Cristianesimo.
    Questo non vuol dire che sia sbagliato, ma resto convinto che semplicemente non sia "vero".

    @extrabyte
    hai ragione, restare nel dubbio significa essere agnostici, e tecnicamente io sarei agnostico per Dio, Zeus, Apollo e tutto l'indimostrabile, come lo saresti tu, dopotutto.
    Io mi dico ateo perchè, visti gli enormi indizi che mostrano come sia la cultura del luogo a determinare il nostro modo di pensare, la probabilità che Dio,Zeus,Apollo siano una nostra "creazione" è immensamente maggiore della probabilità che siano veri.
    Quindi, se preferisci, sono un agnostico approssimato ad ateo.

    Ciao a tutti
  20. hanabi
    24 Set 09 @ 15:04  permalink
    Beh Zax, mi sembra che siamo su posizioni più simili di quanto avremmo detto, il tuo esempio del buddhismo è vicino a quel senso di universalità che ti dicevo, e che anche tu romanzando hai descritto, ma non l'avevo usato per evitare di tirare in ballo un'altra religione (di cui alcuni scritti pelatro ritengo bellissimi). La parola dio è un qualcosa che a un certo livello di consapevolezza possiamo usare solo per convenzione, chiamalo Ordine superiore delle cose, acasualità degli eventi, resta comunque una percezione di continuità delle cose e dell'essere in quanto profondamente non essere. Questa a mio avviso non è un esigenza ma un'angolazione da cui vedere le cose. L'esigenza vera è la conoscenza svincolata dalle credenze precotte.
    Chiaro che è difficile esaurire in post la questione delle questioni :-) , anche perchè alcuni vissuti vanno oltre il raccontabile.

    Quano al cervello occhio che io ho scritto "alla fine usiamo in modo cosciente un 10% scarso del cervello" e quando dico cosciente parlo di plasticità neuronale cioè della capacità di creare/spostare reti neuronali utilizzandole volta per volta in attività anche diverse dalle zone alle quali sembrerebbero destinate (parlo della divisione in aree del cervello).
    Ci sono molti studi in giro ma non era il tema centrale avevo usato il pretesto per dire che ci si accontenta spesso della realtà così come ce la raccontano e le nostre menti lavorano sempre più in modo automatico, standard....programmato.

    Farsi delle domande è importante, per questo ho apprezzato il post.

    Alla base delle grandi conquiste c'è sempre stato qualcuno che ha creduto in una utopia.

    Mi pare in qualche scritto Taoista che parlava della Via ho letto: "se la cerchi non la trovi, se non la cerchi non la trovi" :-)
  21. mark69
    24 Set 09 @ 15:53  permalink
    La prima riga OK, anche se ho avuto la fortuna di conoscere parroci che erano anche meravigliosi uomini, sentendo i cosiddetti atei, a volte, sambrerebbe impossibile...

    Definire cosa sia razionale o meno, mica è impresa facile; la razionalità, come la fede, è un concetto umano. Non siamo vulcaniani, con la loro ferrea logica; da questo punto di vista, credo a volte più a Dio che all'uomo stesso, eppure, il secondo, lo vedo per la strada, è tangibile, eppure...

    Giusto sul "giusto", ma le religioni, forniscono una risposta e dei codici comportamentali che sono ottimi "freni" per l'umanità. Siamo ancora dei cuccioli, come specie; ma dei cuccioli che maneggiano l'atomo, per ora... Se vince il "relativismo", se sparissero le religioni, un domani, tutto potrebbe diventare "normale", sesso per le strade, morte in tv, manipolazioni genetiche di ogni specie, pedofilia... Discorso lungo, ma da gran lettore di SF, ne ho visti di mondi futuri paradossali, passando tramite Dick, Silverberg ed altri...

    Per finire, penso che utile all'uomo, in generale, è vivere con responsabile curiosità la vita, indagando ed esplorando questo mondo avremo modo, prima o poi, di conoscere la verità. Su questo piano di realtà, solo DIO sa dove arriveremo :D
  22. ZaX
    24 Set 09 @ 16:28  permalink
    Bella discussione, se me lo permettete copierei-incollerei qualcosa anche nei commenti del mio blog, visto che entrano nel dettaglio dell'argomento.

    D'accordo con hanabi sul "La parola dio è un qualcosa che a un certo livello di consapevolezza possiamo usare solo per convenzione", ma mi sembra di avere intuito tra le righe una specie di fiducia nell'esistenza del destino e in un demiurgo creatore (acasualità degli eventi?), o mi sbaglio? Non sono esperto di Buddhismo, ma mi pare che non si fondi su queste premesse, quindi il tuo parlare di universalità sull'Ordine superiore delle cose mi pare fuori luogo.
    Puoi parlare di universalità per la "disperata ricerca di un senso da parte dell'uomo", ma questo senso è indipendente dalla presenza o meno di un Dio (giusto per restare In Topic). E soprattutto questa ricerca è vana, come il detto Taoista esplica benissimo. :-)

    mark69: condivido che la religione per molte persone sia un freno e sia stata e continui essere utilissima ad evitare che l'uomo persegua il male. Purtroppo però a volte la stessa religione crea il male e le persone si basano su di essa per farlo (non andiamo tanto lontano: i terroristi islamici oggi, le crociate e l'inquisizione di ieri). E comunque anche se perseguisse solo il bene, questo non renderebbe "vera" la religione, la renderebbe "utile", cosa molto diversa.
    In ogni caso ritengo che per fare il "bene" o il "male" non serva una religione, che il relativismo lo si può battere anche con un etica e una morale "atea", basata sul raggiungimento della felicità comune piuttosto che su delle leggi tradizionali come spesso fa la morale religiosa (sbagliando).

    Sull'ultima frase purtroppo dubito che la VERITA' sia conoscibile (qualunque cosa tu intenda). Il nostro punto di vista sull'universo è troppo limitato, ahinoi... serve una bella dose di modestia e di forza per affrontare questi limiti senza crearsi delle soluzione divine ad-hoc.
  23. extrabyte
    24 Set 09 @ 16:39  permalink
    @mark69

    La razionalità fa parte dell'universo, non è un concetto umano.

    Nell'universo esiste una logica soggiacente (nel caso contrario non esisterebbero nemmeno le leggi fisiche). Quindi, la razionalità non è una convenzione o cmq un concetto umano (cioè un'invenzione).
  24. hanabi
    24 Set 09 @ 16:59  permalink
    Zax: Diciamo che il creatore è solo l'estrinsecazione fenomenica di un principio che fenomenico non è. Il buddhismo è vero non parla di demiurghi ma sicuramente di un ordine delle cose, la legge della causa e dell'effetto per la quale gli eventi accadono tutt'altro che a caso. Chiariamoci: non ti voglio convincere esprimiamo pareri soggettivi su temi ancora non dimostrabili (mi stupisce infatti sentirmi dire che qulcosa che affermo con questa premessa è fuori luogo) la base del concetto però è che in quell'Ordine di cui ti parlo noi siamo inclusi non separati, addirittura ne siamo la libera espressione..anche di negarlo :-) . Magari il prossimo post potrebbe essere "dopo morti che si fa?"
    Quanto al detto Taoista penso volesse dire altro ma è bello vedere che ognuno nelle cose legge se stesso.
    Quanto al blogo puoi copiare tranquillamente gli interventi.

    mark69: secondo me il problema delle religioni è proprio che pretendono di dare risposte che valgono per tutti, danno codici comportamenti che hanno stabilito e come dici tu mettono un freno all'umanità, cosa che ne seda il risveglio. Tutto questo in virtu' di quale autorità? Mi piace sperare che l'etica sia un qualcosa che nasce dentro gli uomini e non che sia indottrinata perchè in quest'ultimo caso sarebbe solo apparenza .....
    Chiaro è una mia visione ma il DNA dell'inquisizione ancora mi mette paura.
  25. mark69
    24 Set 09 @ 17:04  permalink
    @zax
    Per ora, comunque, ed infatti, mi sento "vicino" alla nostra di religione, che è quella più "secolarizzata", quella che insomma ha visto nascere le democrazie e le scienze e con queste ha dovuto trattare. Nessuno qui ci dirà di fare le crociate e le donne sono infine libere. La verità sarà conoscibile, nel momento esatto del trapasso da questa realtà a chissà cosa (il più tardi possibile).
    Per ora io aspiro con tutto il cuore a quei "giusti" definiti sopra e altrove fintroppo bene, nel farlo mi ispiro al mio vissuto, a quello che ho visto e vissuto nel mio piccolo, mi ispiro alla tradizione cristiana, ai piccoli brividi strani che m'è capitato di provare...

    @extrabyte
    Dici ?!?
    E' razionale, quindi una stella, in quanto ricade sotto precise leggi fisiche ?!?
    Non è l'occhio nostro o queste leggi, un'ulteriore atificio per definire "razionale" qualcosa che non sappiamo nemmeno di preciso cosa sia ?! Cos'è la materia, basta l'atomo a definirla, cosa c'è dopo l'atomo ?!?
    La razionalità è un concetto umano, attribuirla alla natura è una specie di antropomorfismo non trovi ?!
    In fine allora ti chiedo, cosa siamo noi, un'incidente di percorso di questo infinito e "razionale" universo ?!
    Nahhh, dai..
    Il mistero è sacro e profondo, siamo così piccoli eppure divini, quando ci poniamo tali domande; io sono un'universo e tu pure, da qui vedo un'altro mondo, puoi anche metterla così, e noi poi siamo fatti di materia che, come dicevo sopra, nemmeno conosciamo bene...
    Per me il mistero ancor più profondo, ancor più della nostra esistenza è a monte. PErchè esiste la materia, o questo piano di realtà; l'energie, le stelle etc. ?!
    Solo per far da sfondo alle nostre riflessioni ?! O è tutto vuoto e noi siamo un'incidente evolutivo.
    Arinahhh
    Dio è il tutto, Dio è la differenza tra questo piano di realtà e il nulla, il vuoto totale. Una semplice sottrazione a questa semplice operazione e il risultato è Dio, almeno per me...
    Che sia poi il Dio descritto dalla bibbia, ovviamente, mantengo alti i dubbi ed il mistero.
  26. dixxio
    24 Set 09 @ 18:48  permalink
    Se Dio esiste chi l'ha creato?? Se si è fatto da solo come ha fatto?? Sono stati altri??? Allora chi?? Altri Dei??? Se siamo figli di Dio allora è un essere un pò egoista ed è il padre più bastardo che ci sia che permette alle sue creature di uccidersi l'uno con l'altro e che li fa morire di fame...e non cacciate "il libero arbitreo" perchè quale padre assisterebbe i suoi figli mentre si uccidono e non farebbe nulla perchè sono "maggiorenni"??? Riflettete....
  27. mark69
    24 Set 09 @ 19:19  permalink
    Ma siamo seri; prima è passata una qui davanti che, beh, non saprei come descrivervela, una roba, una cosa, un c....
    E mi dite che non esiste DIO; E CHI L'HA FATTA N'HA ORBA SIMILE OH :D
  28. mark69
    24 Set 09 @ 19:26  permalink
    Scusate, non ORBA, ma ROBA SIMILE; m'è rimasta impressa nei cristalli liquidi del cervello... Per quanto non guardi molto le donne, quando ne vedi una così mhhhhhhh, mi si rinnova la fede, e giuro che son serio eh ;)
  29. extrabyte
    24 Set 09 @ 22:24  permalink
    @mark69

    È un discorso complesso e non basterebbe un post. Cmq è un idea sostenuta da molti matematici, e si rifà ad una corrente filosofica chiamata "neoplatonismo". Molti matematici credono nell'esistenza oggettiva degli "enti matematici" (ovviamente non è un esistenza materiale)

    Hai scritto:
    "' razionale, quindi una stella, in quanto ricade sotto precise leggi fisiche ?!?
    Non è l'occhio nostro o queste leggi, un'ulteriore atificio per definire "razionale" "

    Hai scritto QUESTE LEGGI, quindi dai per scontata l'esistenza a priori di determinate leggi. E questo significa asserire l'esistenza a priori di una forma di razionalità, o di logica, se preferisci...
  30. mark69
    25 Set 09 @ 9:20  permalink
    L'esatto opposto. Complicato eh, d'altro canto, quando ci si mette a riflettere su Dio, infine, mi rimane cara una considerazione che taglia la testa al toro: siamo solo uomini. Siamo piccoli e talmente piccoli che, forse, è perfino presuntuoso interrogarsi. Viviamo, camminiamo, stiamo nel mondo; nel fare questo, Dio, lo possiamo spesso vedere o non vedere. Io l'ho visto e sentito, non molto spesso, ma questo è un mio difettare, sicuramente.
    Quelle leggi sopra, i nostri modi di ragionare e considerare, sono tutte cose partorite da noi; le stelle, così come la materia e questo piano della realtà, per me sono misteri immensi, un mistero cui si può dare il nome di Dio, oppure no.
    Comunque sia, è stato un piacere parlare con non credenti moderati; non è cosa comune !!!
  31. dixxio
    25 Set 09 @ 10:09  permalink
    nessuno risponde alle mie domande...forse troppo scomode??? :)
  32. mark69
    25 Set 09 @ 10:22  permalink
    Tra le mie righe, forse, troverai qualche risposta; che cos'hai da rimproverare a Dio ?!?
    Non l'hai vista passare anche tu quella tipa che ho visto io?!
    Mica so tutte spine st'esistenza ho :D
  33. ZaX
    25 Set 09 @ 10:59  permalink
    sono rimasto un po' indietro coi commenti, mi fa piacere che sia nata una discussione così animata :-)

    @mark69 scriveva:
    "Per ora mi sento “vicino” alla nostra di religione, che è quella più “secolarizzata”, quella che insomma ha visto nascere le democrazie e le scienze e con queste ha dovuto trattare. Nessuno qui ci dirà di fare le crociate e le donne sono infine libere."

    Quindi ti senti cristiano perchè in occidente si è risusciti a togliere alla religione e alla Chiesa gran parte dei poteri che avevano in passato? Strano modo di essere fedele e contemporaneamente essere felice che questa fede sia messa in un angolo :-) .

    @hanabi diceva:
    siamo d'accordo quasi su tutto, se tutti i credenti fossero così indipendenti da chiesa e religione sarebbe un mondo migliore (e questo vale anche per mark69)
    Per restare sui pochi punti su cui siamo in disaccordo, la tua convinzione sulla non-casualità degli eventi e sull'Ordine universale delle cose mi pare più una speranza che l'uomo si crea più che una reale possibilità.
    Dall'istante 10^(−37) secondi dopo il big bang tutto viene spiegato e dimostrato dalla scienza secondo il modello del caos e dell'evoluzione, senza bisogno di nessun "aiuto esterno" o "disegno intelligente". Il tempo, la selezione naturale, la deriva genetica (eccetera) sono spiegazione sufficienti (ma poco romantiche, questo sicuramente!) alla base della nostra esistenza.

    Cito mark69: "è tutto vuoto e noi siamo un'incidente evolutivo?"
    ) Effettivamente siamo un "incidente", siamo il risultato della selezione naturale e di una serie di eventi casuali che lentamente stiamo cercando di ricostruire, che hanno creato un ecosistema in cui l'uomo-scimmia si è trovato perfettamente a suo agio, adattandosi ed evolvendo al ritmo che ben conosciamo.
    L'evoluzione ci ha fatto vincere sulle altre specie, ma se continuiamo a trattare il nostro ecosistema come stiamo facendo ci autodistruggeremo, e quindi l'evoluzione riprenderà il suo corso, magari premiando i dinosauri (ah no, quello l'ha già fatto in passato...) o i virus o qualche altro essere che si adatterà meglio all'ecosistema-Terra che lasceremo.
    Non è "bello", non è spiritualmente elevato, ma questi sono i fatti oggettivi che si ottengono evitando di mettere egocentricamente l'uomo al centro della creazione, ipotesi piacevole ma fuorviante nello scoprire la verità.
    Io nella mia ricerca del "tutto" eviterei di andare a cercare Ordini universali che ruotano intorno a noi, insignificanti e minuscoli esseri nell' "infinità" dell'universo, secondo me ci porta fuori strada.
    Ciao
  34. mark69
    25 Set 09 @ 11:49  permalink
    Beh, per brevità non ho potuto chiarire bene; io non sono un fedele nel senso stretto, intanto. Credo, a mio modo, in Dio padre onnipotente, sono nato in un paese cattolico, e non posso quindi negare quello che, negli anni ho interiorizzato...
    Evito tutti i luoghi dove la "comunità" di gente aumenta, troppe persone significa perdita di significanza e scambi, lo faccio con la politica, lo stesso vale per la religione. Trovo da me un senso alle cose, e limito gli scambi a quelli significativi e di valore; laddove ci sono troppi umani, si vede quel che succede, sempre e ovunque...
    La Chiesa non è all'angolo e comunque parteggio spesso per quella azione di freno morale, di stimolatore spirituale, di ente insomma che rema PER e non più contro l'umanità. Il Papa Santo, a mio dire, iniziò un percorso di ammissione e perdono per quello che la chiesa col suo potere fece in passato. Non sono un fedele canonino, eppure credo, ed ho a cuore anche la Santa Romana Chiesa, ma anche i cristiani tutti...
    Siamo un'incidente per te ?! Ok, va bene, ma un'incidente che si basa sulla "materia" e che, con l'energia, ha creato la vita. Da dove arrivano stè robe qui ?! Insomma, esci dagli schemi, Dio, per me, lo devi cercare tra le infinite pieghe di quel che vediamo, non puoi spiegare la materia stessa, perchè esiste questo piano di realtà, anche ammettendo che gli esseri senzienti siano un'incidente, non puoi spiegare il miracolo della vita e dell'esistenza; questo è il mistero ed il mircaolo...
    La centralità dell'uomo è si, forse, un'incidente evolutivo; se non si fossero estinti i dinosauri, ad esempio, chi dominerebbe il mondo in posizione eretta ?!? E in più, di "materiale" genetico per avere tra qualche tempo (nei tempi di madre natura) altri esseri senzienti, è abbondante. Gli stessi animali domestici, con la vicinanza all'uomo, stanno correndo verso questo stato quasi divino, forse, della coscenza. O forse già lo sono, ma vivono in mondi con i quali solo parzialmente possiamo comunicare, come con ideflini...
    Insomma, fai tu, ma è la BASE il mistero ed il "miracolo" anche se pure questa considerazione è già troppo umana per accostarla a DIo.
  35. ZaX
    25 Set 09 @ 17:00  permalink
    @mark69, siamo arrivati al punto chiave secondo me.
    Scrivi:
    "non puoi spiegare la materia stessa, perchè esiste questo piano di realtà, [...] non puoi spiegare il miracolo della vita e dell'esistenza; questo è il mistero ed il miracolo..."
    e poi "la BASE è il mistero ed il "miracolo""

    Con queste frasi affermi che credi in Dio perchè non si riesce a spiegare in altro modo perchè esistiamo, perchè c'è il mistero della vita la cui unica risposta non può che essere Dio.
    Questo è proprio quello che volevo spiegare nel mio post.
    Ciò che ha reso l'uomo così eccezionale è la forza della conoscenza, che l'ha spinto a studiare, sperimentare, crescere ed evolversi senza sosta, ma la stessa "voglia di conoscenza" è quella che non ci fa ammettere che è impossibile sapere PERCHE' viviamo o cosa c'è dopo la morte se non introducendo un'entità sovrannaturale assolutamente immaginaria ma assolutamente falsa, che ha l'unico scopo di coprire la nostra mancanza di conoscenza su certe domande essenziali.

    In passato quest'entità permetteva di spiegare anche i fenomeni naturali sconosciuti, adesso si sta lentamente spostando solo sui problemi fondamentali che tu indichi, ma la sostanza cambia poco.
  36. extrabyte
    25 Set 09 @ 23:00  permalink
    "Non è "bello", non è spiritualmente elevato, ma questi sono i fatti oggettivi che si ottengono evitando di mettere egocentricamente l'uomo al centro della creazione, ipotesi piacevole ma fuorviante nello scoprire la verità.
    Io nella mia ricerca del "tutto" eviterei di andare a cercare Ordini universali che ruotano intorno a noi, insignificanti e minuscoli esseri nell' "infinità" dell'universo, secondo me ci porta fuori strada."

    Evidentemente non conosci il principio antropico....
  37. extrabyte
    26 Set 09 @ 10:01  permalink
    @ZaX

    La tua visione dell'universo è legata al "vecchio" determinismo di Laplace che caratterizzava la fisica dell'800. Direi che è arrivato il momento di aggiornarsi....
  38. ZaX
    26 Set 09 @ 13:45  permalink
    Siamo qui a fare discussioni serie fino a quando arrivi tu con frasi-lampo sul "principio antropico" (un'ipotesi che parte dagli effetti per spiegare le cause...) e sul "determinismo di Laplace" (perchè secondo te le teorie quantistiche cosa cambiano dal punto di vista evolutivo?).
    Fai così, spiega le tue posizioni, invece che lanciare proclami a vuoto, così magari posso rispondere, cosa parecchio difficile se non si capisce cosa vuoi dire...
  39. extrabyte
    26 Set 09 @ 22:06  permalink
    @ZaX

    ho usato quelle che tu definisci "frasi lampo", perchè si vede lontano un miglio che tu aderisci al paradigma meccanicistico che caratterizzava la fisica dell'800 (Meccanica Classica). Ed è lo stesso paradigma che ha generato le idee di Monod (LOL)

    Per quanto riguarda il Principio Antropico, anche se non è un principio primo della fisica, rappresenta una buona spiegazione del grosso problema dei valori assunti dalle costanti fisiche fondamentali (oltre ad essere "occamamente" accettabile).
  40. ZaX
    29 Set 09 @ 9:29  permalink
    @extrabyte, il tuo atteggiamento di superiorità non aiuta la discussione, così come la totale mancanza di spiegazione delle tue teorie (che evidentemente non sono personali, visto che non fai altro che parlare per parole chiave senza chiarirti).

    La fisica classica non è stata smentita da nessuno, è solo stato precisato che nel microcosmo (livello atomico) e a velocità prossime alla luce il comportamento dei sistemi si modifica sensibilmente.
    Adesso, non mi risulta che l'evoluzione sia un processo che avviene alla velocità della luce e a livello micromolecolare, quindi spiega le tue idee che magari non perdiamo giorni ad intuire il tuo pensiero.
    (e non credere che non conosca la fisica relativistica, l'indeterminismo di heisenberg, il problema dell'osservatore eccetera... semplicemente tutto questo non c'entra nulla col fatto che l'evoluzione non ha un fine o un obiettivo, e noi siamo solo uno dei milioni di risultati possibili)
  41. extrabyte
    29 Set 09 @ 13:21  permalink
    se devo spiegare le implicazioni epistemiologiche della fisica quantistica, sto fresco: dovrei passare svariate ore a digitare. C'è google per questo....

    I più grandi fisici del secolo scorso (incluso Heinsenberg) avevano intuito che la visione meccacinistica ha dei limiti evidenti (non sto dicendo che è sbagliata, ma che ha un range di applicazione limitato, come tutte le teorie fisiche, del resto). Come disse l'eminente fisico James Jeans, "l'universo somiglia sempre più ad un vasto pensiero".
    E tutto questo in forza delle implicazioni di cui sopra.

    I problemi epistemologici/ontologici sollevati dalla meccanica quantistica sono attualmente irrisolti. E sembra che l'unica via di uscita sia, per dirla con Schrödinger (premio nobel per la fisica), assumere la coscienza come principio primo dell'universo, e non come banale epifenominismo della materia.

    Da qui a contestare Monod e company, il passo è breve...
  42. ZaX
    29 Set 09 @ 14:06  permalink
    Puoi benissimo andare a citare il finale di un libro di Schrödinger in cui parla in modo romanzato della possibilità di vedere la nostre coscienza come una parte della coscienza universale seguendo il suo modo di pensare induista, ma questo rimane un modo molto bello di vedere l'universo, non certo una spiegazione di Dio, o mi sbaglio?

    E comunque il mio post iniziale si riferisce alla non-esistenza di Dio, non alla presenza o meno di un tutt'uno tra noi e l'universo (che non significa che l'universo ci giri intorno, ma che noi ne siamo parte sì integrante e lo sentiamo "nostro" allora sì!)

    Come ho scritto ad hanabi:

    "quando mi sento una parte nel tutto dell'universo la spiegazione che mi viene personalmente è perchè effettivamente noi "siamo" una parte del tutto, siamo fatti di atomi identici al resto dell'universo, alla nostra morte questi andranno in altri elementi, forse saranno parte di un fiore o dell'acqua o in aria, o si sparpaglieranno nella galassia (ok, sto romanzando, ma ci siamo capiti)."

    Possiamo discutere per ore sulla filosofia e sulle implicazioni della fisica quantistica, soprattutto adesso che non è ancora compresa fino in fondo e si apre a molteplici letture. Passare dalla momentanea non-comprensione di certi fenomeni all'immediata spiegazione "religiosa" è un errore costante nella storia umana, impareremo mai?
  43. extrabyte
    29 Set 09 @ 15:06  permalink
    ti rispondo velocemente (per mancanza di tempo, dopo approfondisco).

    Il problema principale è riconducibile nel considerare il fenomeno della coscienza come "accidentale", e quello della materia come "fondamentale". Invece sembrerebbe l'opposto. E in questo c'è molto di religioso (anche se non in senso convenzionale. Infatti, "religione" significa - se non erro - unire l'uomo all'universo)
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